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Home / News / Gestione Commerciale e Leasing / La perenne oscillazione tra fotocopia e personalizzazione

La perenne oscillazione tra fotocopia e personalizzazione

10 Marzo 2026

Il leasing, quando impostato correttamente, è anche uno strumento di rivitalizzazione del prodotto immobiliare

Nel retail real estate l’attività di leasing non è mai stata una funzione accessoria. È uno dei pilastri su cui si regge il corretto funzionamento di un centro commerciale. Se, infatti, il prodotto è ben concepito, coerente con il proprio pubblico e capace di intercettarne i bisogni, parte già con un vantaggio competitivo.

In questo contesto, il leasing contribuisce in modo diretto alla costruzione del mall come sistema economico, sociale e territoriale. Inserire le insegne corrette per uno specifico asset significa generare flussi finanziari sostenibili, migliorare la qualità della gestione, rendere più efficiente la programmazione operativa. Si innesca così un circolo virtuoso che rafforza la competitività dell’asset nel tempo. Allo stesso modo, una gestione virtuosa dell’immobile diventa un fattore abilitante per la sua commercializzazione: leasing e gestione sono due facce della stessa medaglia.

Perché questo meccanismo funzioni, è necessaria una conoscenza profonda del mercato, inteso in senso ampio: offerta, domanda, dinamiche competitive, evoluzioni dei format, comportamenti di consumo. La conoscenza diventa imprescindibile per chi opera nel leasing all’interno di strutture organizzate che non devono solo creare un prodotto, ma anche renderlo sostenibile nel tempo, garantendo risultati coerenti per tutti gli stakeholder coinvolti. In questo senso, la presenza territoriale e locale rappresenta un elemento distintivo, perché consente una lettura puntuale dei contesti e delle specificità dei bacini di riferimento. E conoscere il mercato significa, innanzitutto, conoscere il cliente finale: comprenderne i comportamenti, intercettarne i cambiamenti, analizzare come mutano approcci e aspettative. È su questa base che si costruisce un confronto equilibrato tra le esigenze della proprietà, dei tenant e del territorio, mantenendo nel tempo un bilanciamento sostenibile. La conoscenza riguarda anche i nuovi modelli di sviluppo immobiliare: quelli in pipeline, che si affacceranno sul mercato, e quelli già maturi, che oggi richiedono un ripensamento strategico per restare competitivi.

Il leasing, quando impostato correttamente, diventa così uno strumento di rivitalizzazione del prodotto immobiliare. Un esempio concreto è il caso di Flash Beinasco, trasformato da dead mall a entertainment center attraverso un approccio basato su dati, analisi del territorio e lettura del bacino d’utenza. Diciottomila metri quadrati dedicati a svago, fitness, ristorazione e shopping: bowling interattivo, kartodromo indoor, gaming, fitness, food, fino al più grande ristorante di sushi della città. Flash Beinasco non è una semplice galleria commerciale, ma un ecosistema esperienziale che mette al centro la qualità del tempo trascorso. Qui il lavoro del leasing è stato quello di individuare alternative al retail tradizionale che, di fatto, non funzionava più, intercettando nuovi bisogni e nuovi modelli di fruizione. Questo spesso significa leggere ed interpretare le situazioni in modo anche disruptive. Può essere il caso di uscire dall’offerta mainstream, dando spazio ad insegne locali forti, radicate, capaci di trascinare il proprio pubblico. Oppure di creare le condizioni perché il prodotto non mainstream diventi appetibile e addirittura funzionale ad operazioni di sviluppo innovative. In ogni caso il punto cruciale sta nel saper creare quella speciale alchimia tra bacino di riferimento, attrattività dell’asset e voglia dei brand di scommettere su quell’asset. Sulla base di una fiducia riconosciuta nel progetto e nella visione del commercializzzatore come fattori decisivi per la riuscita di operazioni di riqualificazione anche complesse.

Prime volte e tappe importanti

Ecco che così si può anche arrivare a “prime volte” che segnano tappe importanti per alcuni territori. Operazioni come il primo punto di vendita Action in Trentino-Alto Adige, il debutto di Pepco in Sicilia, di La Piadineria, Sinsay e Legami in Calabria, l’ingresso della pizzeria Errico Porzio all’interno di un centro commerciale ecc. dimostrano come un lavoro strutturato di leasing possa creare le condizioni per l’accesso a mercati inesplorati. Che introduce il tema di quei progetti specifici in cui, a completamento di un lavoro articolato sulle varie aree merceologiche, ci si è concentrati sulla food court come uno degli ambiti in cui la capacità di innovare genera risultati straordinari. In Calabria, nei centri commerciali Vibo Center e Due Mari, si partiva da un pregiudizio diffuso: un territorio abituato alla buona cucina e ai costi contenuti, non avrebbe risposto a un’offerta strutturata proposta da grandi brand internazionali come Kfc, McDonald’s o Löwengrube. I dati hanno dimostrato il contrario. Oggi le food court funzionano grazie a operatori che hanno investito e creduto nel progetto, supportando una visione chiara: riqualificare le aree con interventi mirati e sostenibili, ottenendo risultati significativi anche con investimenti contenuti.

Perché progettare una food court oggi significa ripensarne anche la funzione. Non più solo luogo di sosta e socialità o magari al servizio dell’entertainment, ma spazio organizzato per gestire comportamenti diversi: chi consuma, chi ritira, chi entra ed esce rapidamente.

L’evoluzione delle modalità di ordinazione e di fruizione ha reso centrale il tema dei flussi e dell’efficienza degli spazi, imponendo soluzioni capaci di ridurre le interferenze e semplificare l’esperienza. Una food court efficace è, prima di tutto, una food court a misura d’uomo, capace di rispettare il tempo del cliente. I dati offrono una conferma oggettiva dell’efficacia delle strategie adottate. Secondo il centro studi Odosgroup, il 2025 si è chiuso con un incremento delle affluenze del +2,5% rispetto al 2024. Sul campione analizzato, il solo mese di dicembre ha registrato una crescita di accessi del +3% su dicembre 2024 e un significativo +18,4% rispetto a novembre dello stesso anno, evidenziando un’accelerazione stagionale più marcata rispetto all’andamento medio del mercato.

In conclusione, il leasing si conferma un’attività strategica che può incidere direttamente sulla qualità e sulla durata del prodotto retail. I centri commerciali che restano competitivi sono quelli progettati per adattarsi, fondati su un merchandising mix efficace e supportato dai dati. È in questa capacità di evoluzione e di innovazione che il leasing trova oggi la sua vera funzione.

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