ODOS GROUP: FOOD COURT E SOCIALITÀ GUIDANO LA NUOVA GENERAZIONE DI MALL
17 Giugno 2026

Dopo la parentesi del Covid, che aveva svuotato le gallerie e accorciato le visite, il centro commerciale torna alla sua natura originaria: spazio di socialità.
«Si ricomincia a investire nelle food court perché si vuole tornare alla socialità», spiega Fabio Faranda, Responsabile leasing del gruppo Odos.
A trainare questa evoluzione sono soprattutto i format a monoprodotto, capaci di emergere con identità chiare e immediate, affiancati da un fast food ormai maturo. Ma non esiste un modello unico replicabile.
«Ogni asset ha una sua vocazione – sottolinea Faranda –: layout, bacino di utenza e contesto territoriale determinano la struttura dell’offerta».
Anche sul fronte geografico emergono differenze ma con uno spazio di avvicinamento. Se il Nord è storicamente più abituato alla ristorazione a catena, anche il Sud mostra nuovi segnali di apertura.
«Esperienze come Due Mari dimostrano che format consolidati con insegne come McDonald’s e KFC funzionano anche in questi mercati».
Cambia anche il modo di selezionare i tenant; il canone non è più l’unico criterio:
«Oggi cerchiamo brand che portino esperienza e valore aggiunto» sottolinea Faranda.
Si diffondono progettualità basate su partnership a più livelli, capaci di attrarre insegne strategiche. La logica è più ampia: costruire un’offerta coerente, evitando sovrapposizioni e massimizzando l’attrattività complessiva.
Resta in posizione arretrata, invece, la digitalizzazione.
«Siamo indietro – osserva Faranda –. Il mio auspicio è una food court interattiva capace di coinvolgere tutti gli operatori».
Sul fronte sviluppo, lo sguardo è rivolto al 2026-2027, con la riqualificazione di Flash Beinasco in chiave retail park:
«È un progetto che è rinato» sottolinea il Manager.
Parallelamente il Gruppo sta lavorando su vari progetti con un focus mirato al rafforzamento dell’offerta ristorativa, tra cui i centri commerciali La Birreria, Le Zagare, Vibo Center e in particolare Due Mari, dove si è passati da 9 a 15 ristoranti, ampliando in modo significativo la proposta e introducendo nuovi operatori come la pizzeria Gruppo Porzio, alla sua prima apertura in un centro commerciale in Italia.