ANCHE IN EPOCA SOSPESA LA PAROLA D’ORDINE È: DIGITALIZZARE!

2020-11-24T10:42:54+02:0026 Novembre 2020|

La progressiva digitalizzazione delle attività a servizio del prodotto immobiliare è stata una necessità inevitabile: un’opportunità per trasformare il modello organizzativo e il processo operativo. La crisi scatenata nel 2020 non ha fatto altro che accelerare riflessioni e processi già chiari ben prima del lockdown e in periodi di normalità.

Come spesso accade, eventi traumatici e pervasivi finiscono per accelerare tendenze già in essere. È quello che anche l’attuale pandemia sta facendo relativamente al processo di progressiva digitalizzazione di qualsiasi ambito d’azione, personale o professionale. Possiamo dire in realtà che sta costringendo alcuni settori economici a cercare di colmare il gap tecnologico che li distanziano da altri più digitalmente evoluti.

Non è questo il luogo per cercare di capire se ciò sia un bene oppure no, né quali impatti possa avere a livello sociale/culturale. Ma è indubbio che, ancor prima dell’avvento di Covid19, anche nella industry del retail real estate ci sia gran fermento e comunione di intenti nel definire prioritari tutti gli sforzi e i progetti con obiettivi innovativi. E che ci sia unanimità nell’identificare, spesso sovrapporre, il concetto di innovazione con quello di digitalizzazione.

Per tanti aspetti la progressiva digitalizzazione delle attività a servizio del prodotto immobiliare
è stata un’inevitabile necessità. Un’opportunità ineludibile con l’intento di trasformare il modello organizzativo e soprattutto il processo operativo. Secondo un percorso magari non esattamente fluido e progressivo, ma certamente quasi sempre efficace.

È così che, per esempio, dalla mera conservazione documentale la progressione digitale porta a sistemi di workflow, alla gestione online delle gare d’appalto, al miglior efficientamento delle risorse energetiche, a misurazioni di kpi sempre più puntuali, a strategie di marketing data driven, ecc. Il tutto in una logica che porta il cliente al centro di un processo immersivo digitale di grande efficacia ed efficienza. Se poi il processo è frutto di un sistema proprietario ed esclusivo, ecco che i benefici si moltiplicano. Per svariati motivi. Primo, perché un sistema/ software proprietario è in grado di mettere a frutto tutta l’esperienza accumulata negli anni di operatività di chi lo crea e lo utilizza. Trasformandola in efficiente way of working. Secondo, perché è studiato per dialogare nel modo migliore con tutta la sensoristica aziendale, nel caso specifico quella remota che controlla una o più strutture commerciali. In terzo luogo, un sistema proprietario garantisce livelli di trasparenza che già da soli sono miglior premessa per il risultato sperato.
Quarto, perché interagisce con le proprietà secondo le rispettive attribuzioni di compiti. E infine perché consente tempi di reazione altrimenti inimmaginabili e quindi aumenta in modo esponenziale anche la predittività dei fenomeni che possono riguardare l’asset.

Insomma, in estrema sintesi, per quanto il ruolo delle persone sia sempre centrale e insostituibile, un sistema digitalizzato proprietario consente con maggior facilità il raggiungimento di obiettivi, tra i quali l’efficienza e la sostenibilità economica, in quanto semplifica i processi e crea le basi informative per l’assunzione di decisioni a tutti i livelli. E su qualsiasi segmento di azione. Per esempio, la gestione delle esposizioni temporanee, i cosiddetti precari. Attività importante per il conto economico di una struttura commerciale, non sempre gestita in modo adeguato.

Odos Group ha deciso di investire su questa attività, applicando i metodi e i modelli tipici di una attività digitale, per quanto applicata a una realtà fisica. Stiamo forse parlando di realtà “phygital”? Di sicuro parliamo di un modo per applicare a un business sostanzialmente tradizionale e ancorato a sistemi di gestione spesso addirittura manuali, un modello innovativo già sperimentato con successo in altri settori, per esempio quello della prenotazione di alberghi e ristoranti. Sul portale messo a punto da Odos Group è possibile scegliere, visualizzare, prenotare e persino perfezionare l’acquisto, con la sottoscrizione del relativo contratto, dello spazio espositivo temporaneo che si desidera; esattamente come sui più noti portali che tutti noi ormai utilizziamo per organizzare le nostre vacanze e cene.

Il portale www.spazi- espositivi.it è nato per ottimizzare le risorse per la gestione degli spazi temporanei in circa 200 punti di vendita di Carrefour Italia, che la catena francese aveva affidato ad Odos in esclusiva. Ha preso forma come un vero strumento di business online e oggi rappresenta un atout per la società di gestione, attraverso il quale può generare grande visibilità, flussi informativi semplificati, trasparenza e liberazione di risorse che possono essere adoperate per promuovere il sistema stesso, rendendo sempre più efficace ed efficiente un ambito che assorbe molto tempo: con conseguenti vantaggi anche per i proprietari degli spazi affittabili.
Insomma, una piccola grande innovazione, all’insegna di un imperativo in questo periodo: digitalizzare!

Michele Neri – Responsabile Marketing Odos Group